Labirinto bypassato da percorso esterno semplice

"L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa" (1 Corinzi 13:4-7)

Questo è un brano della Parola di Dio che mi ha sempre colpito per la sua bellezza e profondità, ma è un brano che spesso mi ha anche rattristato l'anima perchè esaminando me stessa mi sono resa conto che alcune di queste virtù, che devono caratterizzare una figlia di Dio "nata di nuovo", non sono ancora pienamente sviluppate in me. Meditando questi versi ho realizzato, per opera dello Spirito Santo, il desiderio di ricercare queste virtù con tutto il cuore, ed è proprio questo che spero di trasmettere anche a te caro lettore, ossia bramare ardentemente di raggiungere la perfetta statura di Cristo per mezzo dell'esercizio, nella nostra vita, di questo amore. Certamente qualcuno si chiederà: "Ma come è possibile realizzare tutto ciò se i rapporti con il prossimo non sono mai semplici?". Pensate, se la soluzione dovesse essere quella di vivere isolati, non relazionandosi con alcuno, si potrebbe "vincere facile", potremmo illuderci di avere una vita tranquilla, ma non è quello che ci ha insegnato Gesù! Egli ci ha insegnato ad "essere nel mondo" senza "essere del mondo"; nel senso che siamo chiamati a vivere in questo mondo ma con rettitudine e senza farci condizionare dalla sua immoralità, in tal modo potremo certamente essere di buona testimonianza a quanti il Signore metterà nel nostro cammino. Ho quindi compreso che per acquisire le virtù di cui parla l'apostolo Paolo nel brano oggetto di questa meditazione, abbiamo la necessità di stare tra la gente perchè il Signore potrebbe utilizzare particolari circostanze per forgiare il nostro carattere! Manchiamo di pazienza? Certamente ci troveremo a frequentare gente che farà di tutto per farcela perdere e quindi, consapevoli di questo, saremo sollecitati ad esercitare la nostra pazienza e tolleranza. Sono convinta che le relazioni interpersonali sono per noi una palestra dove potere allenare i nostri limiti e quindi mi sento di consigliare, a me stessa ma anche a te che leggi, di non abbandonare le relazioni scomode che possiamo incontrare nella nostra vita (ovviamente non parlo di quelle che ci renderebbero complici di peccato) perchè attraverso le relazioni complicate il nostro Padre Celeste ci forgia, ci tempra e si può usare della nostra testimonianza per fare crescere e migliorare anche gli altri. Dobbiamo desiderare con tutto il cuore di raggiungere l'obiettivo che caratterizza questo "vero amore" e se il nostro desiderio è sincero sperimenteremo che "non saremo soli" perchè lo Spirito Santo ci aiuterà a modellare la nostra vita per acquisire, sempre di più, il carattere di Cristo. Impariamo ad accettare nella nostra vita il ribelle, il permaloso, il critico, il disordinato, il testardo e sopratutto preghiamo per loro affinchè attraverso queste relazioni si possa testimoniare che con Gesù nella nostra vita si può cambiare.

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