Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d'uomini
(Matteo 15:9)

Da secoli, innumerevoli turisti visitano l'Acropoli di Atene, la cittadella posta su un'altura dove si teneva la vita religiosa. Portandosi via pezzi di marmo, tornano a casa convinti di possedere un pezzo di storia antica. Come mai questi non sono già esauriti? Perché periodicamente, da una vicina cava, arriva un carico di frammenti marmorei che vengono distribuiti su tutta l'area. Si può essere ingannati da altri generi di imitazioni. Reliquie ed oggetti da venerare, dotte citazioni religiose, antiche tradizioni e una musica evocativa possono illuderci di avere una relazione diretta con il Dio della Bibbia, quando in realtà stiamo ossequiando dottrine e metodi umani lontani dal pensiero divino. Da sempre, a quanti si danno a pratiche simili, Dio dice: "Smettete di portare offerte inutili; l'incenso io lo detesto; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocare riunioni, io non posso sopportare l'iniquità unita all'assemblea solenne. L'anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite; mi sono un peso che sono stanco di portare" (Isaia 1:13-14). Il pericolo di una religiosità apparente e priva di valore dinanzi al Signore spinga ciascuno ad accertare l'origine degli atti della nostra devozione, affinché non siano una vana imitazione della fede, ma esprimano la verace testimonianza della Parola di Dio, come Egli desidera.

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