Avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo
(Efesini 4:22)
Prima della conversione, Saulo da Tarso non era certamente una persona mansueta. Forte della sua eccellente formazione religiosa, si era subito scontrato con i seguaci di Gesù e aveva cominciato a dargli la caccia senza esitazione e tregua. Un degno rappresentante di quei Farisei di cui Cristo aveva denunciato il bigottismo e l'ipocrisia. Ma qualche anno dopo lo ritroviamo completamente diverso (anche nel nome), intento a scrivere un'affettuosa lettera ai cristiani della Galazia affermando, tra le altre cose, che "il frutto dello Spirito ... è amore, gioia, pace ... mansuetudine". Quella mansuetudine era qualcosa che non era sorta dal suo cuore, ma che gli era stata donata da Dio stesso. Ma come? Non è nella nostra natura essere mansueti, anzi, per lo più siamo orgogliosi e sprezzanti. Ecco perché abbiamo tutti bisogno di nascere di nuovo. L'esperienza di cui Gesù parlò a Nicodemo, un grande religioso che L'aveva incontrato in segreto, dicendo: "Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio". Il cambiamento inizia qui, da un'esistenza completamente rigenerata e trasformata da Dio.