Egli fece ciò che è giusto agli occhi dell'Eterno, ma non con tutto il cuore
(2 Cronache 25:2)
Queste parole si riferiscono ad Amasia, re di Giuda, il cui agire era giusto agli occhi del Signore, ma non era motivato da un cuore pienamente consacrato a Lui. Questo dettaglio biblico serve da monito, significando che anche noi, come credenti, possiamo incorrere nel pericolo di vivere la nostra fede superficialmente, adempiendo i comandamenti senza un'autentica passione interiore. Dio valuta le intenzioni profonde, le motivazioni del cuore che stanno dietro ogni nostro atto. L'ubbidienza al Signore dovrebbe scaturire da un amore sincero verso di Lui, non da un'osservanza meccanica delle regole. L'invito delle Scritture non è a un'ubbidienza frammentata, bensì a un amore totale e incondizionato verso il Signore, con tutto il cuore, l'anima, la mente e le forze. Preghiamo che il Signore ci aiuti ad amarlo profondamente, a offrirgli il nostro cuore senza riserve, senza escludere alcuna parte di noi stessi. Possiamo aspirare a essere riconosciuti come quelli che fanno ciò che è retto agli occhi di Dio, agendo "con tutto il cuore".