Stefano, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra
(Atti 7:55)
Stefano, primo martire della Chiesa, era un credente ripieno di Spirito Santo. Egli rimase legato a Dio, animato da uno splendido amore verso il prossimo, mentre era circondato da una furiosa opposizione, carica di odio. Molti hanno un cuore privo della realtà spirituale più grande: la presenza di Dio. Quando manca una pienezza spirituale, il cuore diventa ricettivo rispetto alle "atmosfere" in cui si trova. Un momento può essere influenzato dalla serenità di una situazione tranquilla e un istante dopo potrebbe diventare rabbioso in reazione ad atteggiamenti aggressivi. Ma la pienezza dello Spirito Santo mantiene il nostro essere permeato dalla benefica presenza di Dio nelle situazioni più diverse, anche le più avverse. È una pienezza che non ci fa deprimere quando siamo incompresi e maltrattati, ma conduce a elevare lo sguardo in alto, al Padre celeste che ci ama. Per questo Stefano, in un'ora così dolorosa, poté vedere chiaramente il suo Redentore che intercedeva per lui. L'esempio di oggi è assai incoraggiante: non conta quanto avviene intorno a noi, ma è importante vivere in una condizione di pienezza spirituale che ci fa vedere Gesù