Io ringrazio colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù, nostro Signore, per avermi stimato degno della sua fiducia, ponendo al suo servizio me
(1 Timoteo 1:12)

L'apostolo Paolo era consapevole della chiamata divina al ministerio, sapeva che il messaggio dell'Evangelo conteneva la risposta a tutti i problemi dell'umanità ed era convinto che tali ricchezze richiedessero degli amministratori degni della fiducia di Dio. L'apostolo fu reputato tale dopo l'incontro con Cristo sulla via di Damasco. Egli fu disposto ad affrontare, per il nome del Signore, pericoli di ogni specie, dichiarandosi disposto a dare la propria vita come offerta a Dio. Un uomo così, non era forse degno della fiducia del Signore? L'Iddio di Paolo è il nostro Dio. Egli anche oggi cerca uomini degni della Sua fiducia. Se Gli apparteniamo, disponiamoci a consacrare la nostra vita nelle Sue mani ed Egli compirà l'opera Sua in noi. Essere degni della fiducia di Dio è il più ambito traguardo della nostra vita cristiana. Presto il Signore verrà, possa ognuno di noi in quel giorno udire dalle labbra del nostro Salvatore: "Va bene, servo buono e fedele ... entra nella gioia del tuo Signore".

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