Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!
(Isaia 43:1)

Isaia scrive in un tempo difficile e ad un popolo la cui condizione spirituale era drammatica. Israele aveva rinnegato il patto, tradito l'amore di Dio, adorato gli idoli, sprezzato i profeti e ritenuto un cuore insensibile. Tali parole, rivolte proprio a quel popolo, dimostrano che il Signore voleva condurlo ancora all'ubbidienza ed il contenuto del messaggio evidenzia come nessuno potrà mai eguagliarLo in benignità. Ascoltiamo la Sua voce: "Non temere". Come ho formato Giacobbe, tuo padre, posso anche modellare la tua vita, se tu ti disponi nelle mie mani. "Non temere", io ti amo. Non ti ho scelto perché sei irreprensibile e giusto, ma perché "ti ho riscattato", ho pagato un prezzo per la tua libertà. "Non temere", ti ho dato un nome nuovo, mi appartieni e non posso trascurati, perché sono fedele. "Non temere", io ti rinnovo le mie promesse. Sono con te per sempre ed il tuo futuro sarà nella mia gloria. Com'è possibile che Dio parli in modo così incoraggiante ad un popolo che non meritava nulla? È soltanto per la Sua grazia!

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