In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito
(Atti 10:34-35)
L'apostolo Pietro arriva a una conclusione che rappresenta l'inizio di una nuova epoca. A casa di Cornelio, militare romano, probabilmente originario della nostra penisola, l'apostolo comprende che Dio non discrimina nessuno, e che è "il Signore di tutti". Ciò significa che Dio non fa alcun tipo di favoritismo, come leggiamo altrove nella Bibbia. Questo implica che Dio è giusto ed equo in tutto quello che compie e permette che accada. Il Signore è pronto ad accogliere chiunque si ravvede dei propri peccati e pone fiducia in Lui per essere salvato. Dio non è condizionato dalla forza dei "grandi", per favorirli, e non disprezza la fragilità del povero. Egli ha creato tutti. Se è vero che Israele è il popolo scelto da Dio per degli scopi speciali, è altrettanto vero che, come scrive l'apostolo Paolo ai Romani, Egli è il Dio non soltanto dei Giudei, ma di tutti, ed è ricco verso tutti quelli che Lo invocano. Questo è il cuore dell'Evangelo: Gesù è nato, vissuto, morto e risorto per te qualsiasi sia l'etnia, l'età, la condizione sociale, il sesso e il passato che hai.