Vedo infatti che tu sei pieno di amarezza e prigioniero d'iniquità
(Atti 8:23)
L'apostolo Pietro volse queste parole a Simone il mago, un uomo che si era unito ai discepoli di Gesù ma nel suo cuore non c'era stato alcun ravvedimento. La condizione spirituale di Simone è la stessa di ogni cuore nel quale non è entrato il Signore. Il cuore dell'uomo è malvagio, ingiusto, iniquo, peccatore. È una condizione che lo rende prigioniero. Anche con le buone intenzioni nessuno riesce a non peccare più, a non avere pensieri iniqui, a non provare sentimenti cattivi. Questa schiavitù spirituale porta il cuore a vivere nell'amarezza. Un cuore prigioniero del peccato non sarà mai felice, appagato, soddisfatto ma sempre insoddisfatto, amareggiato, triste. Ci vuole qualcuno che liberi l'uomo da questa condizione e non può essere un altro uomo (se l'uomo potesse farlo lo farebbe su sé stesso). Soltanto Dio può e vuole liberare il cuore dell'uomo da questa schiavitù. Come possiamo realizzare questa liberazione? Credendo in Gesù; Egli ha pagato per provvederci piena libertà. Accogliamolo nel cuore perché Egli ne spezzi le catene e tolga ogni amarezza.