Perché chiamarmi Naomi, quando il Signore ha testimoniato contro di me, e l'Onnipotente m'ha resa infelice?
(Ruth 1:21)
Quando incontriamo la figura di Naomi nelle Scritture, sebbene il suo nome significasse "dolcezza", notiamo che la sua vita è un disastro. Con la famiglia si era trasferita a Moab, in cerca di cibo durante la carestia. In quel paese i figli sposarono delle donne moabite e tutto andava bene. Fin quando il marito e i figli morirono. Naomi rimase da sola, vedova in un paese straniero. Sebbene sincera riguardo al suo dolore, è perfettamente consapevole di Chi ha il controllo di ogni cosa. In queste sue parole notiamo i nomi che utilizza per descrivere Dio. Chiamandolo "Il Signore", si riferisce alla Sua fedeltà e benignità nel mantenere le promesse. Definendolo "L'Onnipotente", indica la sufficienza di Dio in ogni situazione. È bello considerare come Naomi metta insieme questi due nomi. Pur esprimendo il proprio dolore, non perde di vista che il suo Dio è fedele e capace. Leggendo tutta la storia, costatiamo come Egli dimostrò la propria fedeltà nel prendersi cura di lei e la Sua capacità di liberarla. Quando sembra non esserci fine alla tua disperazione, ricorda che il Dio di Naomi è anche il tuo Dio. Egli è specializzato nel trasformare le tragedie in trionfi. Egli vuole e può cambiare il male in bene!